mercoledì, maggio 05, 2010

chiedi alla polvere

è tempo di riflessioni. tra una stagione e l'altra.
ancora una volta grandi concerti dietro le spalle e altri, ancora più grandi, davanti a noi.
nulla di nuovo.

dispiace constatare come in questa particolare congiuntura due punto zero, come la chiamano i blogger e gli intellettuali ggiovani, il vero evento sia l'annuncio di un concerto e non più il concerto stesso. al punto che poi la maggioranza si dimentica addirittura di andarci. ai concerti. o forse lo sapeva benissimo che non ci sarebbe andata. ma ne ha parlato, ha partecipato all'evento. il commento all'annuncio appunto

tutto questo per dire ancora una volta che tutti scaricano i dischi e nessuno li ascolta
di come l'evento sia scaricare un album e non ascoltarlo. comprarlo poi, il solito miraggio.

per dire anche che i due concerti più belli di primavera get well soon e why? hanno registrato presenze ridicole rispetto all'hype generato.

mi piace pensare che in questi anni passati a remare controcorrente bronson produzioni abbia tracciato un sentiero vero. battuto da gente che compra i dischi e va ai concerti e li ama, che non si lascia abbindolare dalle sirene dell'hype. mi piace pensare che nei prossimi tre venerdì con: a place to bury strangers liars e black heart procession sapremo di che pasta siete fatti. di quanta polvere avremo ancora voglia di mangiare percorrendo quella strada sterrata sotto il sole. sotto la pioggia. sotto la neve.







e nel frattempo tutti in spiaggia tra le dune a pensare quanto sia figo vedersi i concerti gratis in spiaggia tra le dune. sotto la tettoia. under the roof.

11 commenti:

diego ha detto...

ottimo spunto (2.0?) tratto delle nostre chiacchiere durante l'ultima festa '90

chris ha detto...

esatto, e scritto subito dopo la notte stessa. pubblicato oggi.

glue clothings ha detto...

io compro.
io ascolto.
io compro.
io ascolto.
io liars.
io apbs.
io bhp.

Kekko ha detto...

a 'sto giro mi sa che hai ragione.

ho una mezza sensazione -forse è solo mia- che l'ultima spallata della rete -facebook- ci abbia tolto quel briciolo di voglia di sbatterci che c'era rimasto, ti invitano all'evento, tu clicchi "partecipo" e ti fai montare la fotta per tre settimane. poi magari arriva la sera e ciao.

è anche un po' triste perchè per una decina d'anni ho ascoltato musica e letto di musica pervaso dalla convinzione che, se tutto fosse stato alla portata di tutti, le scremature sarebbero arrivate da sole e le cose belle/interessanti avrebbero trovato il loro bel pubblico. invece son solo diventato più pigro.

LIARS

chris ha detto...

sì, è tempo di fare un passo indietro.
abbracciare una filosofia più slow che dia il tempo di apprezzare le cose nel modo giusto. stiamo perdendo di vista il punto. una sana discussione sul blog è decisamente meglio di un superficiale "mi piace" su fb. siamo qui.

e domani ci sono gli a place to bury strangers

LaMarty ha detto...

scusate se mi intrometto nell'argomento, d'accordissimo sul fatto che la discussione in un blog sia meglio di un mi piace sul Fb, ma credo che gli "eventi" abbiano portato più beneficio di quanto sia pubblicare qualsiasi altra cosa su Fb. A parte quelli che utilizzano Fb come una sorta di stalking informatico mandandoti lo stesso invito ogni settimana (che non se ne può più), trovo che segnalare un determinato evento sia come farsi portare la spesa a casa, il che non è nemmeno questa gran brutta cosa se si considera che generalmente gli individui sono sempre "troppo impegnati", naturalmente sempre tenendo conto della componente caratteriale di ogni persona.
L'altro giorno un amico che ha difeso tenacemente la sua assenza su Fb mi ha confidato di volersi iscrivere solo per essere aggiornato sugli eventi dei locali che frequenta.
Io penso sia una delle cose più "giuste" di Fb, ovvio che non deve sostituire una bella chiacchierata su un blog o davanti ad una birra al Bronson :D

Inoltre, ho trovato gustoso lo scambio di opinioni su un determinato concerto/gruppo, nel momento in cui gli amici di Fb vedono che andrai a quell'evento, riuscendo anche a stimolare la voglia di parteciparci.
Comunque...tutto qui..domani sera gli A Place to bury strangers e poi passo agli Apse il 16 maggio.
Come sempre ottimo lavoro.

teatrodeldrago ha detto...

non potrei trovarmi più d'accordo. purtroppo chris io mi rendo conto che chi sta da questa parte (vende dischi, organizza concerti) fa della propria passione un lavoro mettendoci anima-corpo-intelligenza-sapore-rabbia-delusioni-soddisfazioni-entusiasmi che è una scelta di vita difficile da condividere con chi sta dall'altra parte del fosso. Pensando che poi nel fosso ci si mettono major poco serie, leggi e prezzi italiani imbarazzanti, il vulcano islandese che fa il suo dovere, tour manager disorganizzati, siae e costi degli eventi pubblici, etc. tutto questo rende il nostro lavoro difficile anche da capire fino in fondo.

ho divagato. torno ad ascoltare aoxomoxoa (grateful dead) e teen dream (beach house) perché voglio sapere tutte le canzoni a memoria, cantarmele sotto la doccia e rendere quel tempo per me assolutamente unico. tempo.per.me

grazie ancora per lo spunto.
a presto
(livia/casa del disco/faenza)

Lunarpunk ha detto...

a me facebook sembra (come internet tutta) un gran strumento di democrazia. una bellissima innovazione.
ma non come viene usato adesso.
diventa fan, mi piace, tagga, partecipa, condividi. gente che ha 1000 amici. e ne conosce pochi in realtà.
io lo uso facebook. da anni. e non potrei farne a meno. e sono orgoglioso di non avere mai partecipato ad un evento almeno sulla carta. lo si fà realmente.

se poi vogliamo parlare di pubblicizzare eventi rimpiangerò per sempre ITALY GIG LIST.
ora i siti pubblicizzano eventi perchè fa figo essere i primi a dirlo, a segnalarlo. poi magari non ci vanno nemmeno loro.

comunque siamo moralmente alla deriva su tutto.
povera gente che si trova ad abitare in case pagate da altri. scusate incursione su altro argomento ma sono tutti sintomi di una bassezza morale dilagante.

info ha detto...

dalla polvere si arriva e nella polvere si ritorna. l'importante, nel mezzo, è che si sia stato un gran "casino", come quello che ho vissuto con om, white hills, lichens, pontiak, get well soon, why?, horrors, zzz, ulver, zu, mùm e... polvo dal vivo, appunto! veri casini di cuore, anima, pancia e cervello.

purtroppo c'è chi queste cose non se le vuole giocare; a loro dedico non le mie parole ma quelle del grande uochi toki, che cita:

"il mondo non viene comandato dai soldi o dal sesso, ma dal non voler provare quel senso di SCOMODITA', che percepisci quando ti si presenta una nuova possibilità..."

grazie chris. ciao a tutti,
simone / s:f

glue clothings ha detto...

A place fighissimi!!! Grande live!

Gabriele ha detto...

ciao, ma i liars all'hana bi o al bronson?

grazie