sabato, dicembre 29, 2007

last party 2007 !!!

quelle come ieri sono le notti che mi riempiono di soddisfazione. perfettamente riuscita l'operazione post punk senza accettare compromessi di sorta.
si è suonata la musica che si doveva suonare e ringrazio art cecca e momo per esserne stati grandi interpreti.
è subito partita col piede giusto visto che i tiger! shit! tiger! tiger! sono stati degni ospiti e il loro rock'n'roll spigoloso ha convinto un po' tutti.
la sorpresa più grande alla fine è stata l'ottima affluenza di gente che grazie a dio, non ha sempre e solo voglia delle solite cose. grazie per aver reso possibile una serata che probabilmente nemmeno a new york.




questa sera ultimo appuntamento con le indie electro sessions per il 2007. avremo ospite enzo polaroid ma soprattutto la serata si aprirà con due live da non perdere: la prima volta del calorifero a ravenna e la prima volta degli slagsmalsklubben in italia. tra daft punk e il tipico senso della festa svedese. enzo ne parla qui.



porteh22. ingresso 10 e poi 5 come al solito
stasera si brinda un po' con tutti e ci si rivede il 5 gennaio
a dopo.

giovedì, dicembre 27, 2007

post punk 1978 - 1984

venerdì 28 dicembre.


dopo quella degli anni 90 questa è un'altra serata a tema che si riferisce ad un periodo ancora più ristretto e definito. si omaggia e si prende spunto dall'omonimo libro di simon reynolds, post punk 1978 - 1984 appunto. ancora oggi stiamo vivendo l'onda lunga di quel momento caratterizzato da un cambiamento costante che porterà a compimeto la rivoluzione del punk portandolo ad incontrarsi con l'elettronica, il pop, la sperimentazione, il reggae, la dance, il noise e i movimenti dell'arte contemporanea.

il risultato sono bands come PIL wire fall cabaret voltaire talkin heads joy division throbbing gristle gang of four devo pere ubu david bowie (periodo berlinese) iggy pop e poi cure soft cell resident buzzcocks scritti politti southern death cult new order siouxie dna lydia lunch orange juice husker du fino ad arrivare ai primi vagiti di culture club grace jones frankie goes to hollywood prince.

art rock no wave kraut rock new wave



credo che sia un altro appuntamento da non perdere. in consolle saliranno arturo compagnoni (che ne parla molto meglio di me qui) e cecca, che quella fase di fermento sono riusciti a viverla e poi marchino (momo) che possiede una delle più belle collezioni di vinile di quel periodo e il sottoscritto.
ad aprire il live di una giovane band emergente: tiger! shit! tiger! tiger! chiaramente influenzati dalle band capofila del periodo.

l'ingresso è gratuito entro mezzanotte e poi i soliti 5euro.

mercoledì, dicembre 26, 2007

la numero 2

la festa 90 di natale al BRONSON diventa una tradizione.
una serata di bolgia delirio e applausi dalla pista, di quelle col black out quindi.
le altre: lo stesso giorno l'anno scorso, con gli i'm from barcelona all'hana bi, con kula shaker...

un'oretta fa la fefe mi ha inviato un paio di scatti di ieri sera.
non ho potuto fare a meno di pubblicare questa (la numero 2) che è decisamente lo specchio dello stile staff del bronson che approfitto per ringraziare: ilaria vale fede irene elisa ceci grado furia marchino lumbro orso e poi tutti quelli che rientrano in squadra nel momento del bisogno: benny fefe poddy hikari.



ci si rivede venerdì con la festa post punk 1978 - 1984
(un post a tema domani)

martedì, dicembre 25, 2007

i'm from barcelona wishes you a merry christmas and a happy new year!

non è nemmeno passato un anno da quando i calla hanno intitolato il singolo del loro ultimo album : "bronson". non sono passati nemmeno sei mesi da quando howe gelb e john convertino si sono ritrovati sullo stesso palco all'hana bi.

di questi giorni un'altra incredibile graditissima sorpresa giunge inaspettata nella buchetta delle lettere

e sembra giusto condividere questi auguri con tutti voi.

e noi glielo permetteremo.

solo dieci giorni fa enzo mi segnalava questa notizia:

interviste ad artisti scandinavi su un bilancio del 2007

- I'm from Barcelona:

1) The three best things that happened to you in 2007 ?

- The first year for me as a full time musician
- I grew long hair and a beard
- Playing at the beach in Ravenna, Italy.

ed emiliano di grinding halt mi riferiva che
you say party we say die hanno votato l'hana bi addirittura miglior club del mondo.


ci si vede stasera. ho idea che sarà delirio 90

lunedì, dicembre 24, 2007

la rubrica di valentina #15

Gli anni ’90 sono quel decennio che comprende gli anni tra il 1990 e il 1999 (fonte: wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1990 ). In realtà quando si dice anni ’90 non viene in mente quasi niente, forse perché si tende ad associarli all’attualità o perché non è passato abbastanza tempo per ricordarli con quella nostalgia patinata che abbellisce ciò che è passato.
Lo so che può sembrare una cosa incredibile ma vi giuro che all’inizio degli anni ‘90 non avevamo neanche il cellulare, le nostre camerette erano ancora invase da musicassette, con improbabili compilation “fai da te” nelle TDK da 90, VHS, poster e nessuno ha mai capito perché i diari di noi teen agers di allora fossero talmente gonfi di foto e ritagli di giornale da non riuscire a tenerli chiusi, stracolmi di pensierini banali, racconti di passioni struggenti e amori platonici o aneddoti senza senso.


Gli anni 90 sono un calderone di tentativi, ritratto patchwork di una generazione che cerca di trovare il suo spazio, quando il myspace era impensabile. C’è chi per quasi 10 anni non si è tolto di dosso barbour, levis 501 e Dr. Martens e chi, con i capelli spettinati lunghi fino alle spalle, la camicia aperta su una t-shirt bianca e pantaloni sdruciti, imitava l’irraggiungibile kurt cobain . Poi i cloni del corvo con gli spolverini di pelle lunghi fino alle caviglie, che incontrarli di prima mattina era un po’ come prolungare gli incubi notturni, quelli con la maglietta attillata e i capelli sparati che andavano in letargo una settimana intera e si svegliavano il sabato per andare in disco e gli indecisi che li vedevi un giorno vestiti come un manichino di space e quello dopo con la felpa da skater e i pantaloni con il cavallo basso. Le ragazzine-lolita con i vestitini con le frappe e i mini-shorts a quadretti di non è la rai , mai dire gol, programma il cui tema principale era più o meno il calcio e nonostante questo era seguitissimo anche dalle ragazze, poi le boy band, tv spazzatura e musica trash. Forse c’erano anche i soliti fricchettoni, perché i fricchettoni ci sono sempre, sono lo zoccolo duro del ventesimo secolo e ho paura che di loro non ci libereremo mai.


Insomma gli anni 90 sono belli perché in fin dei conti sono il regalo di Natale in cui trovi quello che vuoi, accontenti tutti in un colpo solo e poi è giusto dedicargli almeno una serata all’anno. L’anno scorso abbiamo fatto un bel viaggio a 360° negli anni 90 e la festa è stata delirante, allucinante, super divertente. Sperando davvero di riuscire a ripeterci vi aspetto numerosissimi e voglio la Fra* e la Benny come coreografe dei balletti delle bariste.

Valentina

P.S: E scordatevi i miei auguri di natale. Non ve li farò. Io il natale non lo sopporto più.



domenica, dicembre 23, 2007

waiting for the nineties

che bel week end.
venerdì tra compleanni brindisi e le cobra killer non si è certo difettato in delirio.


sabato si è immediatamente capito che la serata sarebbe stata di quelle importanti.
tanti tantissimi ritorni di volti più o meno noti: enzo zonda fabio e tutti tutti gli altri.
le plastichine sono salite sul palco minigonne chitarre e tanta grinta.
sono state piacevoli godibili sfrontate e sapevano il fatto loro.
per quel che mi riguarda promosse a pieni voti.


a seguire le indie electro sessions hanno continuato la loro parabola ascendente che già da qualche sabato si era delineata. ho lasciato cavallerescamente la chiusura alla len.
pienone di quelli veri pienone tra amici e volti nuovi.

ci si vede già martedì 25 dicembre con la classica maratona di natale.
finalmente anni 90! con vins trinity sirol il sottoscritto e gelo cecca diego e la len.
ho dimenticato qualcuno?! aprirà il live degli strawberry fields. nostri affezionatissimi.

questo è il post numero 300

giovedì, dicembre 20, 2007

lost in translation

sono appena rientrato da berlino, e come sempre è stato un piacere.
una città viva , in continuo movimento, dove è possibile respirare quel fermento che progresso e globalizzazione hanno già sedato altrove.
concerti, mostre, centri culturali, luoghi musicali e di idee, un po' ovunque, ma anche tanta leggerezza ed entusiasmo.
è stato un piacere incontrare lorenzo di cyc promotions e ritrovare l'amico bruno dorella (ronin ovo bachi) in compagnia della sempre attivissima stefania (ovo allun alos...)
la solita scorpacciata di dischi (rigorosamente vinile questa volta), cibi etnici (marocco vietnam, thai, libano) birra e vodka tonic.

giusto in tempo per non perdermi i deliri di cobra killer e plastiscines, il compleanno della fede e della vale, ma anche della nicole a quanto pare, che di certo sarà difficile da contenere.
sarà una notte electro di quelle vere, una roba del tipo red light red wine. si salvi chi può.
trinity avrà lo spazio necessario per esprimersi al meglio e la vale e la len insieme in consolle mi spaventano solo a pensarci





sabato indie electro sessions e plastiscines finalmente live, dal vivo, dopo averle viste e sentite un po' ovunque, tra radio e tv, in questi giorni. girl girl rock'n'roll!!!


e già che ci siamo vi ricordo anche la tradizionale maratona anni 90 di natale: martedì 25 dicembre.

lunedì, dicembre 17, 2007

girl power

anche questo week end doppio appuntamento al bronson. e le donne saranno in qualche modo protagoniste. venerdì electro party certamente di fuoco tra cobra killer trinity e l'inedita coppia delle vallen. cioè la len e la vale che continua i festeggiamenti per il suo compleanno a cui si affianca anche la fede (non in consolle ma in quanto a compleanno). ingresso 12 (10 in mailing) e 5 dopo il concerto.




si continua sabato e l'attesissimo appuntamento con le plastiscines (le ramonettes francesi) a suon di rock'n'roll e indie electro sessions. ingresso 10 e 5 dopo il concerto.

mercoledì, dicembre 12, 2007

brighter days

sabato 15 dicembre
PARTS AND LABOR
al bronson ore 22.
ingresso 7 (5 in mailing list)
a seguire indie electro sessions
chris len trinity sirol pullo

bene, i parts and labor escono per jagjaguwar e già questa è una garanzia di qualità. assoluta. per i meno attenti ricordo che escono per la label di bloomington:
okkervil river, black mountain, richard youngs, odawas e soprattutto oneida.

ed è proprio scomodando band geniali e travolgenti come oneida, e certamente battles che possiamo identificare il suono dei newyorkesi parts and labor.



Proprio come cartografi i tre newyorchesi ridisegnano dall’interno i confini del noise-rock cambiando le carte in tavola, mischiando rumore e melodia, ambizioni pop e ansie avant. Quel che ne esce è un cocktail esplosivo di tastiere giocattolo e ritmiche kraute, assalti all’arma bianca e melodie appiccicose. - sentireascoltare

ho ricevuto il promo di mapmaker solo un paio di settimane fa ma ad ogni ascolto vengo sempre sorpreso dalla perfetta miscela di noise avant e melodia su base ritmica devastante.


Lievemente più melodico dei precedenti, Mapmaker segna la completa maturazione del terzetto americano. Non che il grado di maturità di una band si colga dalla percentuale di melodie inserite in un album, ma al terzo album in proprio (escluso Rise Rise Rise, diviso con Tyondai Braxton) i Parts & Labor ottengono la proverbiale quadratura del cerchio; infatti alle coordinate prettamente noise-rock dei dischi precedenti, i tre hanno aggiunto una particolare attenzione alla forma canzone (specialmente nelle linee melodiche vocali) che rende il suono orecchiabile senza perdere in aggressività e compattezza. - stefano pifferi

martedì, dicembre 11, 2007

mulholland drive


per parlare di stars of the lid prendo a prestito alcune parti della monografia curata da antonello capuano su sentireascoltare


"Un nome che è tutto un programma per il duo Adam Wiltzie – Brian McBride. Colonne portanti del Kranky Sound nonché appassionati reinventori di una personale metafisica musicale che parte dall’ambient e approda alla classica contemporanea. Dal Texas al Belgio verso Giove e Oltre l’Infinito. Gli Stars Of The Lid : Il tuo cinema personale tra l’occhio e la palpebra."




“Semplicemente credo che loro stiano facendo la musica più importante del 21° secolo”
Ivo Watts-Russell – 4AD


Il catalogo della Kranky Records non si misura in metri di scaffali occupati lungo le pareti. La vera unità di misura è il doppio album degli Stars Of The Lid. E’ così che dopo aver segnato il traguardo della 50esima uscita con The Tired Sounds of Stars Of The Lid i due sanciscono ora il passaggio delle 100 release dell’etichetta a ben sei anni di distanza dal precedente, con un’altra opera doppia:
and their refinement of the decline.


Di fatto, l’ambient più impalpabile e solitaria è uno dei principali ingredienti del “suono Kranky”, quel misto di onirismo kraut, psichedelia folk, inquietudine eterea post-4AD, elettroacustica ed elettronica cheap che rapidamente diventerà il canale d’eccellenza per il post-rock del dopo Louisville.

Quindi il nuovo attesissimo lavoro è magniloquente, mastodontico, colossale, epico. Esattamente come si conviene alle stelline texane della palpebra post-isolazionista. And Their Refinement Of The Decline difficilmente scontenterà chi cercava da loro un nuovo abissale turbinio ambient in cui sprofondare.

oggi come oggi la musica dei due tende a rientrare sempre di meno nella categoria “ambient” e sempre di più alla voce “classica contemporanea”.

spero proprio che questa sera arriverà gente un po' da ovunque, vista l'estrema rilevanza dell'evento.
gli STARS OF THE LID (che non hanno mai fatto mistero della venerazione per david lynch) si presenteranno per la prima volta in italia, in 5 sul palco con trio d'archi, schermo e 4 proiettori analogici.

dovrebbe essere un bel viaggio nello stare bene.

a supporto i BLIND CAVE SALAMANDER di fabrizio dei larsen (XXL (r)) e julia kent (antony and the johnsons).

porte h21,30. ingresso 12. dj set: morphine



domenica, dicembre 09, 2007

like a rolling stone

esiti opposti per il doppio appuntamento del week end appena trascorso.

venerdì affluenza ai minimi storici per i settlefish ed è un vero peccato perchè meritavano molto di più: arrivati finalmente a far coincidere tutte le influenze in un unico suono. ancora una volta le chiacchere hanno superato il numero dei presenti, ma questo sembra essere un tormentone che ci accompagnerà per un bel po' di tempo a venire.
ma li rivedremo da queste parti, i settlefish, e chi la dura la vince.
stesso impalpabile risultato per le indie electro sessions a seguire, nonostante un pomini che sarebbe davvero bello testare in un bronson a pieno regime, e il sempre ottimo pullo.


al contrario sabato ritroviamo il bronson

imballato e delirante dei momenti migliori.

si parte con un brett anderson decisamente ispirato e comunicativo che si concede almeno mezzo concerto rispolverando in chiave acustica i classici degli suede. pubblico di fan maniacali comprensibilmente in delirio.
seguono le i.e.s più ispirate dell'anno, che di sabato in sabato si delineano fino a prendere la loro forma ideale. nuove e vecchie hits vanno a caratterizzare una stagione che si sta già speditamente avvicinando al giro di boa. ad aprire le danze un vins da urlo in una serata che gli si cuciva addosso a pennello. poi la len ormai matura per affrontare la serata nel suo vivo. quella lucidità che difficilmente riesce a conservare fino in chiusura l'aiuta a superare brillantemente la prova. a seguire la solita impeccabile trascinatrice del dancefloor che è trinity e il sottoscritto che per il secondo sabato di fila si regala la chiusura, ruolo che preferisco e da cui difficilmente mi scalzeranno. mi sembra di essere all'hana bi.

si accendono le luci, e i deliri escono allo scoperto e trovano ognuno un suo volto distorto. una len accecata dall'alcol riesce stoicamente a mantenere un contegno barcollando a braccetto con una "lagiò" che quando c'è non puoi fare a meno di accorgertene. una valli stordita, l'adele un po' crocerossina un po' ballerina e la valeria che ogni sabato è uno spettacolo farla uscire dal bronson. mi ricorda un po' il fra degli anni scorsi. e poi insomma gli aneddoti si sprecano e vi lascio alla sezione commenti. a porte chiuse abbiamo poi festeggiato il compleanno di azza che continuava a confondere il suo regalo con le bariste.
e solo ora mi accorgo della sparizione anzitempo della giudit e del suo maglioncino di freddy kruger

oggi pomeriggio mi sono visto udinese - sampdoria. questo è calcio e più cassano per tutti.



ci si rivede martedì 11 per l'attesissimo appuntamento con gli stars of the lid che con il loro doppio album su kranky "And Their Refiniment Of The Decline" concorrono al titolo di disco dell'anno: ambient drone e minimal.
apriranno i blind cave salamander dell'amico fabrizio modonese palumbo e julia kent (antony and the johnsons).
in consolle morphine.

hank ti aspetto in prima fila.

venerdì, dicembre 07, 2007

twin peaks

venerdì 7 dicembre
settlefish (indie - ita)
guest don turbolento (punk funk - ita)
porte 21,30. ingresso 7
a seguire indie electro sessions edizione speciale
len pullo chris gelo. special guest andrea pomini (rumore)
ingresso 5




sabato 8 dicembre
BRETT ANDERSON (brit pop - uk)
porte h20. inizio concerto h21,30 (puntuali)
ingresso 16. biglietti ancora disponibili.
e si possono acquistare direttamente alla cassa del bronson dalle 20.

"An Evening with BRETT ANDERSON"

Il mitico ex-frontman degli Suede, senza dubbio uno dei personaggi storici
del brit-pop anni '90, presenterà il suo debutto solista dall'omonimo
titolo insieme ai più grandi successi degli Suede, in chiave acustica,
chitarra, pianoforte e violoncello. Lo spettacolo sarà diviso in due
parti, la prima dove saranno presentati i brani nuovi, e la seconda, dove
saranno i grandi successi degli Suede a farla da protagonisti. Da brividi.
Assolutamente da non perdere.




a seguire indie electro sessions versione tipo con tutti i resident
vins chris trinity len

in questi giorni sto ascoltando:
mono - the phoenix tree
moltheni - io non sono come te
bill callahan - woke on a whaleheart
jens lekman - night falls over kortedala
edison woods - nest of machines
justin timberlake - futursex/lovesounds
parts&labor - mapmaker

martedì, dicembre 04, 2007

edizione straordinaria

questa settimana l'appuntamento con le indie electro sessions sarà addirittura doppio. venerdì 7 dicembre si terrà infatti il concerto dei settlefish che presentano in anteprima per la romagna il loro nuovo album "oh dear" dopo il sold out di sabato scorso al locomotiv.




"oh dear" : Il disco è più pop, più diretto rispetto ai precedenti. In parte per l'evoluzione del gruppo e in parte come risposta a The Plural Of The Choir. In quel disco i suoni erano molto ambientali, mentre qui c'è più immediatezza, più asprezza. Hanno sviluppato il lato ritmico, grazie all'ingresso del nuovo batterista Federico Oppi e le soluzioni vocali sono sempre più complesse, a conferma delle capacità del vocalist Jonathan Clancy da molti considerato il miglior frontman in Italia. ora sono pronti per ripartire. "Oh Dear!" è stato registrato da Fabio Magistrali, Bruno Germano e i Settlefish. E' stato poi mixato in Texas da John Congleton (The Paper Chase, Explosions In The Sky, Polyphonic Spree, 90 Day Men). La band stessa ha prodotto il disco. Oltre 300 date negli ultimi 3 anni, due tour americani, 4 tour inglesi, 2 tour europei. Partecipazioni a programmi televisi come MTV Brand:New, MTV Brand:New Nights, All Music Extra, Raisat Futura. Feature sull'NME come "best new band". "Oh Dear!" è un disco solido che fonde elementi indie, post punk, e spunti puramente pop. La forma canzone regna sovrana e lo consacra a disco della maturità del quintetto. Videoclip in lavorazione per il brano "the boy and the light"

a supportarli i don turbolento già passati dalle parti dell'hana bi quest'estate (furono infatti il supporto agli offlaga) e apprezzatissimi , proprio in quella occasione, da gente del calibro di inkiostro pullo e art. insomma, garanzia di qualità. successivamente tutta la stampa specializzata non ha perso occasione per notare il loro punk funk con venature dischord.


a seguire edizione speciale delle indie electro sessions con len pullo gelo chris e special guest andrea pomini (ex fichissimi ex disco drive) una delle firme più importanti di rumore (non ce ne voglia il nostro amatissimo art che purtroppo non potrà essere della partita).

ingresso al concerto 7 euro poi i soliti 5. porte h21,30. inizio concerti h22,00



ps: per quanto riguarda il concerto di brett anderson sabato, le prevendite online sono chiuse, mentre i biglietti sono ancora disponibili presso i box office greenticket. saranno poi direttamente acquistabili alla cassa del bronson dalle ore20,00.

lunedì, dicembre 03, 2007

update

e anche novembre ce lo siamo messi alle spalle, il mese delle foglie che cadono, il mese dei concerti quasi uno al giorno.
arbouretum, cynics, handsome family, jason molina, i bachi, amycanbe, nina nastasia e jim white, john doe, i mono e billy childish.
quelli che ho preferito, quasi tutti a dire il vero. ognuno di essi meriterebbe un report dedicato, ma come al solito bisogna guardare avanti.
mi piace però soffermarmi sulle sinfonie epiche dei mono, ancora una volta, ancora più devastanti: perfetti. proprio prima di scrivere queste poche righe ho visionato il dvd che vendevano in anteprima al banchetto: "the sky remain the same as ever", ideale per comprenderne la magia ed intercettare le energie che pervadono tutto ciò che li circonda. crown dice che sono i migliori al mondo, e io sono con lui. e poi billy childish e il rock'n'roll nella sua essenza primordiale e colta. vedendo il soundcheck e poi il concerto non potevo fare a meno di capire da chi avessero attinto a piene mani personaggi più in confidenza con le luci della ribalta come jon spencer e jack white, e art brut certo. sir billy childish è un artista a tutto tondo sul palco come a passeggio per le vie del centro. musicista pittore poeta. una grande personalità sempre al fianco della splendida moglie julie ed assieme all'imponente wolf howard (drums) mi hanno regalato ore piacevolissime . ecco, non ho neppure potuto fare a meno di pensare che se li vedesse tarantino li inserirebbe di prepotenza nel suo prossimo film. speriamo di no, speriamo che non accada, continuiamo a conservare il segreto meglio custodito del rock'n'roll.
ieri ancora una volta indie electro sessions ispiratissime e grazie all'assenza della len mi sono regalato il dj set in chiusura, mentre il giovane sirol è stato impeccabile in apertura.



il programma dei prossimi due mesi, gustosissimo. isn't it?!

venerdì 7 dicembre
settlefish (indie - ita)
guest: don turbolento (indie punk funk - ita)
ingresso 7

a seguire speciale indie electro sessions
chris len pullo gelo
guest: andrea pomini (rumore)
ingresso 5

sabato 8 dicembre
BRETT ANDERSON (ex suede)
confermatissimo
ingresso 16
consigliata la prevendita
martedì 11 dicembre
stars of the lid
(ambient drone minimal - usa)
guest: blind cave salamander
(Paul Beauchamp and Fabrizio Modonese Palumbo of Larsen, XXL, and ( r )
with Marco Milanesio and Julia Kent of Antony and The Johnsons)


sabato 15 dicembre
parts and labor (jagjaguwar – usa)
tra oneida e supersystem, machevelodicoaffare...

venerdì 21 dicembre
electro party
cobra killer (electro – berlin)
dj set : trinity - len

sabato 22 dicembre
plastiscines (le ramonettes francesi)
c'è attesa, c'è molta attesa per queste pupettes


martedì 25 dicembre
la tradizionale marathon ANNI '90
con chris len trinity sirol gelo vins diego cecca and many more
live: strawberry fields (indie pop - ita)


venerdì 28 dicembre
post punk 1978 - 1984
dj set art cecca chris momo


sabato 29 dicembre
slagsmalsklubben (elettronica – swe)
guest: the calorifer is very hot (indie lo-fi - ita)
guest: enzo polaroid


sabato 5 gennaio
disco drive (punk funk - ita)
guest: delitto perfetto (avant hip hop - ita)

sabato 12 gennaio
ex otago (indie pop - ita)
guest: winter beach disco (indie rnr - ita)

sabato 19 gennaio
my awesome mixtape (indie - ita)
la band italiana più chiaccherata del momento
guest: lato oscuro della costa (hip hop - ita)

sabato 26 gennaio
at swim two birds
la nuova band di roger quigley dei mongolfier brothers
influenze: sinatra &jobim, wine, fucked up relationships

domenica 3 febbraio
jon spencer
heavy thrash with the sadies
oh my god rock'n'roll



porte h21,30
inizio concerti h22,00
noi continueremo a cercare di essere puntuali per tutta la stagione.
questa cosa di anticipare il tutto sta funzionando.


mercoledì, novembre 28, 2007

wild billy childish

ho approfittato di questo inizio settimana per introdurvi ai concerti di john vanderslice e mono, per riservare uno spazio adeguato al vero grande evento di fine mese: il r'n'r party di venerdì (30 novembre) quando al bronson arriverà il padrino del lo-fi sporco e maledetto: Billy Childish e i suoi Musicians of the British Empire. e credetemi, questo è un evento.




I am self taught.
I do not like fashion culture.
I do not hate anyone.

In occasione della pubblicazione del nuovo album Christmas 1979, arriva per una manciata di date in Italia Billy Childish, vero personaggio di culto, forte di uno stuolo di aficionados in Europa, America e Giappone. Nato a Chatham, Kent (Inghilterra del sud) nel 1959 Billy è da considerarsi tra gli autori più prolifici del suo tempo. In trent'anni di attività il nostro ha realizzato qualcosa come 70 album indipendenti (a suo nome o con formazioni quali Headcoats, Headcoatees, The Mighty Caesars, Black Hands, Buff Medways), 30 raccolte di poesie e circa 1000 dipinti. Considerato da più parti come l’apostolo del rock’n’roll e della roots music in genere, Billy ha associato il suo nome a realtà storiche della discografia americana, pensiamo unicamente a Sub Pop (Kurt Cobain dei Nirvana era un suo grande estimatore), Sympathy For The Record Industry (la label che ha scoperto i White Stripes, che – guarda caso – adorano l’inglese “terribile”) e Crypt (Jon Spencer, altra figura che attitudinalmente deve molto al nostro) venendo fuori con un originale ibrido di cantautorato, garage e rock’n’roll primordiale, aderendo sempre alla “poetica” della bassa fedeltà. altri ammiratori dichiarati i REM e PJ HARVEY. Rientrato prepotentemente nei circoli indipendenti con Punk Rock At The British Legion Hall (su Damaged Goods), accreditato ai Musicians Of The British Empire (la formazione che lo accompagna ufficialmente in tour), Billy licenzia proprio a ridosso delle festività natalizie un album a tema, reinterpretando con il suo piglio “disturbato” evergreen quali Santa Claus, Christmas Lights e Mistletoe. E giusto per rendere ancora più appetitosa la portata, due brani a sorpresa quali A Quick One degli Who e Comanche del chitarrista surf Link Wray (quello che tanto ama Tarantino) con testi rigorosamente rivoluzionati. Billy Childish non è unicamente il musicista dissennato, l’anti-eroe della sei corde, ma anche l’uomo che attraverso le sue opere ha potuto fornire ritratti, forme e rime lontane anni luce dall’accademia.



Uno dei party più selvaggi dell’anno, che vedrà ancora una volta salire in consolle la coppia momo&gelo.

Kinks, Troggs, Pretty Things Electric Prunes Count Five Cynics Morlocks Elvis Chuck Berry Tom Waits, Sonics, Miracle Workers, Dead Boys, Damned ...


porte h21,30. ingresso 13.


dopo il concerto la serata continua: ingresso 5





lunedì, novembre 26, 2007

memorie dal futuro

quella scorsa è stata una settimana importante con gowns nina nastasia jim white e john doe.
e se i gowns sono il futuro e nina e jim la splendida attualità, con john doe abbiamo assaggiato la storia. il punk, il folk, l'attitudine di una leggenda con i piedi ben saldi a terra. e sono rimasto deluso da un bronson troppo modesto al suo cospetto. peccato.
poi le indie electro sessions sono state tra le migliori della stagione: sirol sempre più a suo agio, e len e trinity vere signore della notte.

ora qualche giorno per rifiatare, ma poi si riparte alla grande (giovedì 29 novembre) con una delle band che amiamo di più da queste parti. i mono con il loro post rock epico e morriconiano, perfetti come solo i giapponesi sanno essere. ad aprire i cesenati 64 slices of american cheese per la prima volta con bronson produzioni.
in consolle kekk(o))) . porte h21,30. ingresso 10 (8 in mailing)



Throughout their six-year career, MONO has ascended consistently in both popularity and critical acclaim, with record sales and live show attendance corresponding. Successfully translating their powerful and violently beautiful live performances on record is no easy feat. Despite their albums' masterful subtleties and majestic walls of noise, the consensus had remained that their transcendent live show were simply insurmountable. All of this has changed with the release of their terrifyingly beautiful new album, You Are There.

DISCOGRAPHY
"Gone" CD/3xLP - Temporary Residence Limited 2007
With World's End Girlfriend: "Palmless Prayer/Mass Murder Refrain" CD/2xLP - Temporary Residence Limited 2006
"You Are There" CD/2xLP - Temporary Residence Limited 2006
Split LP w/ Pelican - Temporary Residence Limited / Hydra Head Industries 2005
"Walking Cloud And Deep Red Sky, Flag Fluttered And The Sun Shined" CD/2xLP - Temporary Residence Limited 2004
"New York Soundtracks" LP - Temporary Residence Limited 2004
"One Step More And You Die" LP - Temporary Residence Limited 2004
"Under The Pipal Tree" CD - Tzadik 2001
"Hey, You." CDEP - Forty-4 Records 2000

MP3S
"The Flames Beyond The Cold Mountain" from "You Are There" CD/2xLP
"Halcyon (Beautiful Days)" from "Walking Cloud And Deep Red Sky, Flag Fluttered And The Sun Shined" CD/2xLP

tra ieri e oggi ho ascoltato:
swearing at motorists - last night becomes this morning
william elliott whitmore - hyms for the hopeless
joanna newsom - the milk eyed mender
leonard cohen - i'm your man
lento - earthen
nina nastasia & jim white - you follow me

domenica, novembre 25, 2007





john vanderslice
sabato 1 dicembre.
porte h21,30. inizio concerto h22,30
a seguire indie electro sessions
ingresso 5 tutta la sera

giovedì, novembre 22, 2007

meet john doe

ho sempre preferito il punk americano a quello inglese, e questo è un fatto.
venni in contatto con it's alive (1979) dei ramones (ad oggi il più bel live di tutti i tempi) nel lontanissimo 83/84 grazie ad un vicino di casa di qualche anno più grande, e da lì fu una strada senza ritorno. ma questa è un'altra storia.
qualche anno più tardi scoprii gli X e los angeles fu un inno della mia adolescenza seppur non ne capissi una parola.

ma quel mix di punk e rock'n'roll, e i contrappunti tra la voce di exene cervenka e john doe mi avrebbe avuto per sempre.
ora, vent'anni dopo, a 54anni, john doe arriva in italia, anche al bronson.
ammetto di essere emozionato.
perchè quando si parla di lui al suo nome viene sempre associata la frase :
a punk rock legend. ci sono film, documentari, libri, fanzine, riviste a testimoniarne le gesta ed alimentarne il mito.


dai tempi degli X ne è passata di acqua sotto i ponti e john doe non si è certo perso per strada, anzi.
solo un paio di settimane fa si esibiva a new york in occasione del party di presentazione di "i'm not there" (è nella colonna sonora con due brani prestando la voce a cristian bale per I Dreamed I Saw St. Augustine) assieme a: calexico, yo la tengo, my morning jacket, mark lanegan, lee ranaldo, al kooper, j. mascis ...
e avrei voluto essere lì.



nel frattempo ha suonato con i flesh eaters di tito larriva e i blasters dei fratelli alvin, ha fatto l'attore (boogie nights, great balls of fire tra gli altri) e licenziato ben 7 dischi solisti di puro rock'n'roll folk americano.
l'ultimo, "a year in wilderness" è un capolavoro di folk roots intriso di punk e attitudine, dusty road poetry, dove il controcanto femminile è ancora un marchio di fabbrica (Kathleen Edwards, Jill Sobule, and Aimee Mann).


lui lo descrive così:

Sometimes it sounded like a Replacements', then a Velvet Underground record, then Blonde On Blonde...twelve-strings, six-strings, electrics, upright bass, big kick drums, pianos, organs, slides, floating & screaming voices. These may be the darkest moments recounted but you have to look inside to hear that, and in there is some of what happens during a year in the wilderness.
-John Doe, 2007

ma poi come spesso accade sono gli aneddoti a fare la storia, e quando qualche giorno fa ho saputo che per hobby john doe allena una squadra di calcio femminile non ho potuto fare a meno di sorridere e giurare fedeltà eterna.

vorrei che sabato il bronson fosse pieno, colmo e vestito a festa come nelle grandi occasioni, e rendesse omaggio alla leggenda.

martedì, novembre 20, 2007

you follow me

nei giorni scorsi ho chiesto a grammo (strade blu, sea of cortez) se aveva voglia di scrivere una presentazione al concerto di nina nastasia & jim white che si terrà venerdì, per il blog del bronson. credo che fosse la persona più preparata per farlo, e a giudicare dalle parole che seguono, non mi sbagliavo.

C'è stato un momento in cui sembrava facessero tutto le donne. Nel mio stereo, almeno.

C'erano ospiti fissi, come Margo Timmins dei Cowboy Junkies. C'era la meravigliosa Hope Sandoval, dentro e fuori i Mazzy Star. Odetta, vabbè. C'era Lisa Germano, stupenda e inafferrabile. C'era Neko Case, quasi di famiglia date le ascendenze tucsoniane. C'era, in quei mesi, proveniente da tutt'altri lidi, anche Beth Gibbons (insieme a Rustin Man, e un giorno sarebbe il caso di parlare anche dei Talk Talk, di Laughing Stock e di Spirit of Eden). C'era Victoria Williams, che cantava una Betsy Dupree da applausi nel disco dell'allora marito Mark Olson. C'era la Chan Marshall di You are Free.

E poi c'era Nina Nastasia.

Pochi mesi prima Nina Nastasia era stata l'unica persona in 15 anni di onorata professione che avevo intervistato senza ottenere in cambio neppure una risposta. Zero. Non aveva detto niente. Scusandosi ogni volta, imbarazzata. Intervista ovviamente saltata: non c'era niente da scrivere. Erano i tempi di Road to Ruin, se ricordo bene. Prima ancora, The Blackened Air e Dogs avevano suscitato una certa curiosità. I dischi, molto belli. E lei, schiva e riservata. Più elegante che bella. Sempre intenta a muoversi, con le parole come con le canzoni, intorno alla soglia del silenzio.

Soglia del silenzio che sarebbe stata stata sfidata anche in un'altra occasione, un paio d'anni dopo. Al Clandestino, in un concerto annunciato il giorno prima, con Nina buttata in mezzo a un robusto vociare di altra gente in altre faccende affacendata. Alla fine il concerto lo guardavamo in quattro. Io, Dustin O'Halloran, le morose. La chitarra, tanto per gradire, non funzionava neanche bene ed era tutto un feedback. Ora: in una sera così avrebbe perso la pazienza chiunque. Non Nina, che per un'ora ha fatto la sua cosa incurante del feedback, del casino che la circondava, delle persone che andavano al cesso facendole processione davanti, delle risate isteriche di due ragazzine parcheggiate a un metro dal palco. Andava avanti nel suo mondo, nel suo modo. Con una grazia e un'intensità da andare sul palco ad abbracciarla.

Imporsi per sottrazione. Una cosa che fanno solo i grandi.

Intorno alla soglia del silenzio stavolta c'è anche uno della famiglia Dirty Three. Famiglia notoriamente specializzata in strepitosi equilibri sul limitare dell'assenza e di cui – specie dopo il concerto al Masini - non è neppure il caso di parlare. Jim White, signore dei tamburi. Capace di suonare come un nero della Stax dietro il soul (un tantinello pianobaristico) di Cat Power the Greatest, e come un dio dietro chiunque altro.

Con Nina ha fatto anche un disco. Bello. Jim non gioca di sponda, ma rilancia e contrappunta gli accordi morbidi della cantantessa. Spregiudicato, se vogliamo. Ma sempre con una classe da applausi. Nella sera giusta credo possa venire fuori una cosa di finezza e sensibilità rare. Una di quelle cose per cui ha ancora senso declinare il verbo “Folk” all'indicativo presente.

Se fossero passati d'estate, li avremmo presi senza indugi.

Invece passano d'inverno, e vengo a farmi offrire da bere da Chris.




ad aprire la serata saranno nostri ospiti i ronin di bruno dorella (ancora lui!)