Dopo il Ferragosto, dopo le ferie, dopo i commenti competenti dei lettori che sorvolano sulle frivolezze, vorrei che questa rubrica fosse un soffio di vento che ci spinge con leggerezza verso settembre che incombe.
Per questo comincerò proprio parlando del vento, nient’altro che uno spostamento d'aria, calda o fredda, dovuto a differenze di temperatura e di pressione: un soffio refrigerante che arriva diretto sulla pelle arsa dal sole (
seabreeze, vedi anche rubrica # 7), una folata di aria gelida e pungente che fa lacrimare gli occhi, un fischio imponente che si dilunga per una giornata intera e fa venire mal di testa o la forza devastante dei cicloni. Un fenomeno che sin dall’antichità scandiva i ritmi dei popoli, specie quelli vicini al mare, sotto la tutela di Eolo, dal cui nome prendono origine le isole
Eolie , che pare vivesse felice in una caverna di mare con sei figli e sei figlie. Impossibile enumerare tutti gli artisti che si sono ispirati al vento come fenomeno naturale o come simbolo in libri, poesie, musica. Dirò solo “
Blowin’ in the wind”, la prima che mi è venuta in mente. E fin qui tutto ok.

I problemi per me sorgono quando si tratta di dare un nome al vento che soffia:
libeccio, scirocco, maestrale, bora, tramontana, grecale...non ne azzecco mai uno! Anche se uno dei miei preferiti da sempre è il
föhn, storpiatura tedesca del romano
Favonius (protettore dei fiori e delle piante e messaggero di primavera), vento alpino caldo e asciutto di ponente, da non confondere con il phon o fon, generatore di vento caldo che asciuga i capelli. Così, ricercando qua e là, ho scoperto che in Argentina, oltre al
pampero, vento tipico de La Pampa, soffia un corrispettivo andino del föhn dal nome familiare, dato che si chiama
viento zonda,
viento caliente y seco que sopla en el occidente de la Argentina. Italiani, popolo di navigatori, nel caso in cui pensiate di abbandonare la navigazione in rete e vogliate avventurarvi in mare sospinti da un fresco vento di fine agosto, vi regalo la parola della settimana che fa per voi:
bolina , che si dice anche bulina, borina o burina (giuro, dal Garzanti) e letteralmente è il cavo applicato all'orlo di una vela quadra per tesarla e farle così prendere quanto più vento possibile, mentre la navigazione o andatura di bolina è la rotta di una nave a vela che stringa al massimo il vento, quasi risalendo contro di esso. Una formazione di navi a vela che tengono tale andatura costituisce una linea di bolina.

Infine, tanto per non abbandonare le acque in cui mi sono buttata in questa rubrica, passo semplicemente dal salato al dolce per dirvi che siete in linea con le tendenze dell’estate 2007 se e solo se avete passato un giorno d’estate al fiume. Magari non avete fatto i tuffi riemergendo attaccati all’altalena dondolante sulla buca, recuperato il sandalino trasparente della Len sfidando le intemperie che sono sempre in agguato, basterebbe anche solo essere andati a pescare con John, come ci suggerisce il ragazzo della griglia. E, siccome mi stavo anche chiedendo se il pesce Matsugoro di Sampei esiste e siccome ho trovato che in realtà sarebbe
questo , mi domando, ma che cazzo se ne faceva Sampei di una roba del genere?

Detto questo vi lascio alla fine di Agosto e, non disperate, pare che la
spiaggia 72 di Marina di Ravenna - Hana Bi - sia attrezzata anche per attraccare navi di pirati, barche a vela, naufraghi d’oltreoceano e addirittura
pesci matsugoro (attenti ad Azza, però).
Una Buona Settimana A Tutti!
domani sera (
martedì 28 agosto)
stevemcqueen presenta :
anti anti (hip hop crossover feat: dade nitto e tozzo dei linea 77)
guest:
miss violetta beauregarde (electro violence)