martedì, novembre 20, 2007

you follow me

nei giorni scorsi ho chiesto a grammo (strade blu, sea of cortez) se aveva voglia di scrivere una presentazione al concerto di nina nastasia & jim white che si terrà venerdì, per il blog del bronson. credo che fosse la persona più preparata per farlo, e a giudicare dalle parole che seguono, non mi sbagliavo.

C'è stato un momento in cui sembrava facessero tutto le donne. Nel mio stereo, almeno.

C'erano ospiti fissi, come Margo Timmins dei Cowboy Junkies. C'era la meravigliosa Hope Sandoval, dentro e fuori i Mazzy Star. Odetta, vabbè. C'era Lisa Germano, stupenda e inafferrabile. C'era Neko Case, quasi di famiglia date le ascendenze tucsoniane. C'era, in quei mesi, proveniente da tutt'altri lidi, anche Beth Gibbons (insieme a Rustin Man, e un giorno sarebbe il caso di parlare anche dei Talk Talk, di Laughing Stock e di Spirit of Eden). C'era Victoria Williams, che cantava una Betsy Dupree da applausi nel disco dell'allora marito Mark Olson. C'era la Chan Marshall di You are Free.

E poi c'era Nina Nastasia.

Pochi mesi prima Nina Nastasia era stata l'unica persona in 15 anni di onorata professione che avevo intervistato senza ottenere in cambio neppure una risposta. Zero. Non aveva detto niente. Scusandosi ogni volta, imbarazzata. Intervista ovviamente saltata: non c'era niente da scrivere. Erano i tempi di Road to Ruin, se ricordo bene. Prima ancora, The Blackened Air e Dogs avevano suscitato una certa curiosità. I dischi, molto belli. E lei, schiva e riservata. Più elegante che bella. Sempre intenta a muoversi, con le parole come con le canzoni, intorno alla soglia del silenzio.

Soglia del silenzio che sarebbe stata stata sfidata anche in un'altra occasione, un paio d'anni dopo. Al Clandestino, in un concerto annunciato il giorno prima, con Nina buttata in mezzo a un robusto vociare di altra gente in altre faccende affacendata. Alla fine il concerto lo guardavamo in quattro. Io, Dustin O'Halloran, le morose. La chitarra, tanto per gradire, non funzionava neanche bene ed era tutto un feedback. Ora: in una sera così avrebbe perso la pazienza chiunque. Non Nina, che per un'ora ha fatto la sua cosa incurante del feedback, del casino che la circondava, delle persone che andavano al cesso facendole processione davanti, delle risate isteriche di due ragazzine parcheggiate a un metro dal palco. Andava avanti nel suo mondo, nel suo modo. Con una grazia e un'intensità da andare sul palco ad abbracciarla.

Imporsi per sottrazione. Una cosa che fanno solo i grandi.

Intorno alla soglia del silenzio stavolta c'è anche uno della famiglia Dirty Three. Famiglia notoriamente specializzata in strepitosi equilibri sul limitare dell'assenza e di cui – specie dopo il concerto al Masini - non è neppure il caso di parlare. Jim White, signore dei tamburi. Capace di suonare come un nero della Stax dietro il soul (un tantinello pianobaristico) di Cat Power the Greatest, e come un dio dietro chiunque altro.

Con Nina ha fatto anche un disco. Bello. Jim non gioca di sponda, ma rilancia e contrappunta gli accordi morbidi della cantantessa. Spregiudicato, se vogliamo. Ma sempre con una classe da applausi. Nella sera giusta credo possa venire fuori una cosa di finezza e sensibilità rare. Una di quelle cose per cui ha ancora senso declinare il verbo “Folk” all'indicativo presente.

Se fossero passati d'estate, li avremmo presi senza indugi.

Invece passano d'inverno, e vengo a farmi offrire da bere da Chris.




ad aprire la serata saranno nostri ospiti i ronin di bruno dorella (ancora lui!)






28 commenti:

Tessa ha detto...

primo

tessa ha detto...

regalo la consumazione al secondo!

punck ha detto...

ma seconda sei sempre tu...
magari regalala al terzo.

Anonimo ha detto...

@chris: nel post precedente "len: peccato, sono impossibilitato pure io. non ti sei persa nulla se non l'ennesimo bidone del rnr made in uk." parli di the national?

chris ha detto...

no, parlo dei neils children

Anonimo ha detto...

domandone: Pullo è single?

Kekko ha detto...

gowns nella top 5 parziale della stagione bronson. forse top 2/3.

chris ha detto...

gowns di belle speranze.
non c'è dubbio.

molina/bachi, joanna newsom altra pasta ed altro spessore però.
passando per il rnr di gallon drunk e cynics e il capolavoro pop dei kula shaker.

venerdì e sabato le date da non perdere assolutamente però, dove si toccheranno vette altissime.

capisco chi è rimasto a riposo in questi giorni preparandosi a modo per nina nastasia jim white e JOHN DOE!

diego ha detto...

tardivo giunge il mio commento su lunedì:
Black Mountain alla prova del nove live promossi a pieni voti.
hanno spaccato... (espressione adatta e ricorrente per questo tipo di musica)

belli i nuovi pezzi dell'album in uscita a gennaio.


venerdì: purtroppo non potrò esserci. Ma chi non ha mai visto come suona la batteria Jim White è obbligato a farlo.

Morphine ha detto...

Gowns battono Bozo Botulich 10 a 0. 10 a 1 dai...

chris ha detto...

personalmente il post di grammo mi è piaciuto subito e credo che sia chiaro come venerdì sia un'occasione unica per vedere DAL VIVO due musiciti così, assieme sullo stesso progetto.

manser ha detto...

Gowns piaciuti parecchio anche a me...Quando ha suonato per davvero (4 pezzi?), anzichè gigioneggiare, molto brava anche Carla (e la band)..In definitiva una gran bella serata perchè non sono per niente male neppure i Father Murphy.
D'accordo con Chris comunque che Joanna è stata di un'altra categoria. Avrei qualcosa da ridire su Molina, ma fa niente...

diego ha detto...

La musica proposta dal duo White/Nastasia può anch'essa, caro morphine, essere considerata come alberino-roccia?



scusate, oggi sono d'umore squisito mournful.

Kekko ha detto...

fotta per GOWNS. solo GOWNS. e anche Father Murphy.

Morphine ha detto...

Onestamente Diego, definirei Nastasia e White più come "la colonna sonora ad un occidentale degli spaghetti filmata in Irlanda litoranea".

mr.crown ha detto...

a parte che molina avrebbe bisogno di un consulente per l'immagine, per il resto rimane il piccolo grande uomo del folk. mondiale.

chris ha detto...

venerdì dj set by gelo.

e non vorrei che venisse sottovalutata la presenza dei ronin

gelo ha detto...

minchia nina...io l'amo, anche shannon, anche lisa germano, cazzo le amo tutte.

diego ha detto...

io dico facciamo anche la rubrica di Grammo oltre a quella della Vale!

a parte gli scherzi, mi piacerebbe avere il suo parere anche su Ellery Eskelin all'area sismica...

len ha detto...

gowns fenomeni....
father murphy bravi.
la carla forse c'è rimasta sotto dopo averle prese.
respect comunque.

marchino ha detto...

cronache dallo stadio rasi: i Father Murphy al calcio d'inizio sono una lieta sopresa. Poi gli sbarazzini Gowns, acerbi ma comunque convincenti, noisy al punto giusto (la gioventù sonica è molto presente nel loro set) e bravi a tenere il campo. In chiusura Carla Bozulich, reduce da un infortunio, fa melina, si intravede come sempre una grande classe ma alcuni problemi tecnici (anche una corda le si spezza) e un evidente stato confusionale non le permettono una prestazione di livello. Giudizio da rimandare. Nel complesso comunque una bella serata. Da segnalare che le potroncine della tribuna ospiti sono come sempre molto confortevoli.

len ha detto...

@marchino: concordo....le poltroncine sono molto, molto confortevoli.... mi hai per caso sentito russare a un certo punto?....

marchino ha detto...

No Len, non russavi! dormivi teneramente

len ha detto...

ehehe...
:P

adele ha detto...

io più che a riposo, schiavizzata dal lavoro e impegni vari imprescindibili (o quasi)

una preparazione emotiva è d'obbligo per questo weekend...
il ricordo del concerto al masini è ancora devastante, e avere jim white e nina nastasia sullo stesso palco è un preziosissimo regalo!!

si possono avere di nuovo tappeti e cuscini?
sedersi per terra sotto al palco è il modo migliore per gustarsi tali eventi, ma il pavimento così è troppo troppo freddo!

a venerdì...

Anonimo ha detto...

per diego: ellery non è stato molto bello. vorrei trovare altre parole, ma semplicemente non è stato molto bello. sentito, vecchio nel suo voler essere nuovo, poco avventuroso in tutti i reparti (timbrico/ritmico/armonico/melodico).

siamo di nuovo in una fase dove ci sono molte più idee nel rock che nel jazz. evidentemente è un ciclo.

e ora scusatemi ma devo lasciarvi. sto scrivendo la mia autobiografia. ;-)
antonio

diego ha detto...

io sono stato bene a quel concerto. Beata ignoranza.


e ora scusatemi ma devo lasciarvi. sto scrivendo la mia biografia di christopher.

chris ha detto...

e allora ti lascio un po' di materiale fresco fresco.

azza ferrarinen, kris christophersen e jacob furianen era il tridente schierato dal bronson allo stadio di modena questa sera. abbiamo colpito un palo sul finale e ci siamo difesi con ordine.